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Tesi e Testi
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14/09/09

La revisione, ovvero: le traduzioni del tempo che fu

Renato Beninatto, da poco tornato dalla parte degli LSP (bem-vindo!), scrive un articolo degno di nota sull’ultimo numero di MultiLingual. L’impressione che ha, dice, è che c’è molta poca innovazione nell’industria della traduzione. (Come dargli torto? Personalmente avverto netta l’esigenza di sfide intellettuali nuove, soprattutto per via della ripetitività degli incarichi che incontro.)

Tre, secondo lui, sono i dogmi che hanno finora impedito il progresso nel nostro settore:
- le memorie di traduzione sono un asset;
- la revisione migliora la qualità;
- meno traduttori danno un risultato più omogeneo.

Concordo anche sul primo (argomento creato per vendere CAT, i quali però hanno valore solo quando la memoria esiste già e solo nella misura in cui un traduttore li sa usare) e sul terzo (con una buona automatizzazione dei processi – cosa che oggi è alla portata di qualunque budget – è preferibile usare diversi traduttori bravi piuttosto che un solo superesperto per ottenere traduzioni più veloci e, tutto considerato, meno care), ma è il secondo di questi punti quello che credo più interessante per l’industria della traduzione nel suo complesso.

È un tema di cui si occupa da un paio di anni almeno; e ricordo il suo affollatissimo seminario alla conferenza ATA del 2007. In sostanza, dice Renato, più passaggi in una traduzione aumentano, non diminuiscono, la probabilità di errore. La soluzione consiste nel trovare le risorse migliori che facciano il lavoro giusto da subito. O, per usare le sue parole,

Focusing on doing things right the first time, companies can eliminate the editing stage. Total quality is knowing what needs to be done, having the means to do it, then doing it right the first time, every time.

Da segnalare anche questa intervista in cui espande i medesimi temi.

2 commenti:

Luigi Muzii ha detto...

Quello dell'aumento delle fasi di processo è un tema Sei Sigma, ma il problema dell'industria della traduzione non è l'innovazione di processo. Bisognerebbe riuscire a fare innovazione di prodotto, ma il prodotto traduzione si presta piuttosto male, al pari dei suoi operatori, la maggior parte dei quali viene da percorsi formativi ai quali sono estranei contributi economici e industriali.
La traduzione collaborativa, di cui Renato parla con passione da almeno quattro anni, è destinata ad essere fenomeno transitorio perché troppo condizionato da elementi tecnologici.
A proporre le memorie come asset, infine, non sono stati i translation software vendor, ma i language vendor che se ne sono serviti per allettare i loro clienti con politiche di prezzi tanto aggressive quanto scarne e i loro vendor per illuderli della possibilità di potersene servire per soddisfare le loro necessità.
Diceva Marco Tullio Cicerone (De Officiis, I-XLI) qualche tempo fa: "Abietti sono da reputarsi anche coloro che acquistano dai grossi mercanti cose da rivender subito al minuto: costoro non farebbero alcun guadagno se non dicessero tante bugie; e il mentire è la più grande vergogna del mondo".
Più che una vergogna, direi che è un danno, che si fa soprattutto a se stessi.
Spero che il salto del fossato (all'indietro, viste le origini) non comprometta l'autorevolezza di Renato: come sai dico gran parte delle cose che dice anche lui forse da più tempo, ma sono trattato come un appestato e non poterlo avere come sponda lo considero quasi un delitto.

Gianni Davico ha detto...

Dici: "Sono trattato come un appestato". Be', mi sembra un'immagine un po' forte! :-)

E comunque io mi preoccuperei se fossero in troppi a pensarla come me: fino a che sto andando in direzione "ostinata e contraria" - ma coerente con i miei obiettivi - va tutto bene.

Sulle bugie, a parte il fatto che ai tempi dei latini concetti come guadagno e interesse erano visti in maniera completamente diversa rispetto a oggi (e Cicerone stesso poi! Per la serie "fate come dico, non fate come faccio"), non ho alcun dubbio che hanno le gambe corte. È un po' come vincere barando a golf: facile, ma affatto divertente.