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Tesi e Testi
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22/09/09

La STC e la crisi

Cynthia C. Currie, presidente della STC, ha inviato a inizio settembre una mail ai membri in cui chiede, tra l'altro, soldi ai vari chapter per far fronte al difficile momento finanziario e dove dice, en passant, che le quote per il 2010 aumenteranno.

Dall'esterno è difficile capire esattamente che cosa succede; io però mi sono fatto l'idea che questa famigerata "crisi" (che - ed è certamente un limite mio - non so capire) sia troppe volte il pretesto per coprire degli errori. E quindi trovo questa comunicazione fuori tono rispetto al rigore e allo stile che, a mio modo di vedere, ha sempre contraddistinto la STC; anche perché non vedo nulla di male nel fare errori, a patto che si abbia l'umiltà (ma vorrei dire l'orgoglio) di imparare da essi.

Di conseguenza, non mi sento più tutelato come vorrei da questa associazione che ho sempre ammirato, e non sono sicuro di voler continuare a farne parte: è facile fare i grandiosi quando tutto va bene, però da troppi mesi il dibattito sulla crisi finanziaria interna alla STC prosegue, ma senza posizioni chiare.

Forse coincidentalmente, proprio in questi giorni ho buttato via, con una certa apprensione ("E se poi domani mi servisse un articolo?") ma anche con un senso notevole di liberazione, annate intere delle due riviste della STC, "Technical Communication" e "Intercom", a sottolineare il passaggio magari malinconico ma ineluttabile del mondo da cartaceo/analogico a digitale.

E ricordo Scrolling Forward, libro denso e problematico sulla trasformazione del concetto di documento.

Il mondo cambia, il concetto di redattore tecnico muta, le opportunità abbondano. Che tu possa vivere in tempi interessanti.

3 commenti:

Luigi Muzii ha detto...

Posso solo dire che le tue perplessità sono anche le mie. Noi percepiamo in modo amplificato, ma allo stesso tempo sommesso comunicazioni come quella che abbiamo ricevuto perché il ruolo e il profilo del redattore tecnico in Italia sono veramente marginali. Abbiamo modo, cioè, di assorbire la crisi "spalmandola" su attività diverse.
Penso, però, che l'anticipazione dell'aumento della quota vada a braccetto con le continue richieste di ribasso da parte di language vendor che dovrebbero essere ben attrezzati ad affrontare la crisi e non dovrebbero risolversi a farla pagare ai collaboratori.
Il mio mantra, se proprio devo darmene uno, in un periodo in cui sembra irrinunciabile, lo dettò mia nonna: al mondo ci sono tre tipi di persone, gli sciocchi, che non imparano mai dai propri errori e sono destinati a ripeterli all'infinito, i furbi, che imparano dai propri errori e i saggi, che imparano dagli errori altrui. Storicamente, non mi pare di poter individuare un popolo saggio, anzi, che sia possibile, a mala pena, indiviare solo qualche individuo. Io, per esempio, mi sforzo ancora di essere furbo.

Claudia Basso ha detto...

Leggo solo ora questo tuo post. Capisco che, vista da fuori, la mail di Cindie possa suonare inopportuna. Anche noi, all'interno del Board (nome un pò altisonante, ma non me me viene in mente uno più terra terra :-)) del Transalpine Chapter, ci siamo posti delle domande, e le abbiamo poste a chi ci "guida" in USA. Sono stati mesi di incertezza e "sofferenza". Posso solo dirti che alla fine abbiamo comunque deciso di continuare ad offrire il nostro tempo, il nostro entusiasmo e la nostra dedizione ai nostri soci e a STC. Per tanti motivi. Ne condivido uno in particolare: perché, nel panorama della comunicazione tecnica, i grandi professionisti che hanno fatto e stanno facendo la storia della nostra professione, che sono fonte di ispirazione, di confronto e di stimolo, bé sono tutti "figli" di questa associazione...il che qualcosa vorrà pur dire :-) Se hai tempo/voglia possiamo farci anche una chiaccherata off-line sull'argomento.

Gianni Davico ha detto...

Quello che tu/voi fate è assolutamente lodevole, non c'è dubbio - io ricordo ancora con gran piacere la conferenza di Milano del 2005 come momento arricchente, formativo e anche divertente: ero al tavolo con Umberto Santucci - un mito per me - e gli davo del lei; e lui "Ma cosa dici? Siamo qui a bere vino..."

Però quello che ho trovato stonato in questi mesi nella comunicazione 'istituzionale' della STC verso i soci è stato quel nascondersi dietro la crisi, come se fosse un motivo per non dire con chiarezza quel che succede - questo è stato secondo me un errore.