L’intervento si legge, con lievi modifiche, qui. Suppongo che il post sia il Bell-pensiero originale, ma né il post né l’articolo citano il fatto che uno riprenda l’altro: e il copyright?
In ogni caso ritengo condivisibili le premesse, ma le conclusioni mi paiono e nazional-popolari e fuori luogo, oltre che terribilmente ovvie. Dice infatti Bell:
To summarize, as an industry, we feel underappreciated, misunderstood and used.
Davvero? Il rapporto che ho con i miei clienti non ha la minima traccia di questi sentimenti. Offro un servizio professionale, risolvo dei problemi, facilito la vita e per questo vengo pagato. E se così non fosse sarei da lungo tempo andato a fare altro; perché concordo con Gary Vaynerchuk quando dice: "There’s way too many people [...] that are doing stuff they hate. Please stop doing that!"
Ma il passo successivo mi ha lasciato di stucco:
My solution to this problem will most likely not be polular, and I am willing to bet you have never heard it spoken at a conference or circulated on Twitter. The lack of respect shown to our industry by those outside of our industry is our fault. No one can fix but us.
Wow! Assolutamente originale!
E infine:
We need greater standards, including a wider-spread national certification program.
Ancora con le certificazioni! Come se il mondo non stesse cambiando alla velocità della luce. Le certificazioni mi ricordano il tentativo italiano di creare un albo di traduttori – come minimo antistorico, ma di fatto perfettamente inutile.
E:
We must unite,
conclusione alla volemose bene che chiosa l’intero intervento.


42 anni, due bambine (il mestiere più appassionante), il
3 commenti:
Chissà cosa penserebbe Renato (sempre lui!) dell'ultima affermazione, anche perché è di questi giorni la notizia della nascita dell'ennesima associazione, argentina, se non ricordo male (la notizia non è di quelle che richiamano la mia attenzione).
Ciascuno di noi, però, scrive per i propri lettori, quelli che ha, che pensa di avere o che vorrebbe avere: la differenza non è in quel che si dice o in come lo si dice, ma in quel che si pensa e in quanto si distacchi da quel che si dice e che si fa.
Scusa ma non ho capito!
L'ultima affermazione della Bell è "We must unite", ma le associazioni nascono come funghi senza riuscire, nessuna, a raggiungere la massa critica necessaria per incidere.
Difficile, poi, leggere voci fuori dal coro cui si è unita anche la Bell perché è più facile ottenere consenso attraverso la (auto)commiserazione. La certificazione, per esempio, data la diversa cultura, è l'esatto equivalente del nostro Albo/Ordine (perché le due cose vengono pure ampiamente sovrapposte).
Il rispetto si invoca spesso, ma raramente si porta e quasi mai si accetta di doverlo meritare.
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