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Tesi e Testi
un mondo di parole Tesi e Testi
Tesi e Testi

27/01/10

Il facile e il difficile

Il mio ultimo post, che era denso di spunti (non per merito mio ma per le idee spesso controcorrente di Luigi Muzii), ha causato alcuni – pochi, in realtà – commenti su Langit.

A mio modo di vedere uno dei nodi principali per i traduttori, e di conseguenza una maniera per uscire dall’impantanamento cui troppi si autocondannano, resta il marketing. E il marketing non è (quantomeno non è più, se mai lo è stato) rompere le scatole ai clienti, ma è fatto di strumenti molto più soft come un sito ben fatto, una tagline efficace nelle mail, il biglietto da visita sporto nella maniera giusta e così via. (Che il servizio che si offre sia non meno che eccellente lo do per scontato.)

Per esempio, quel che ha fatto ieri Seth Godin per promuovere il suo libro (in una parola: promozione solo online, sotto forma di interviste fattegli dai blogger più ascoltati e influenti) è marketing della miglior specie; e non sei nemmeno costretto a parlare con chicchessia.

Troppi traduttori si dichiarano – a parole e nei fatti – incapaci a vendere, e preferiscono concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: tradurre. Esempio: la stragrande maggioranza dei résumé che ricevo sembra fatta con lo stampino (anche se, certo: chi sono io per giudicare?), mentre vorrei ricevere una proposta che risolve un mio problema, non sapere che nell’estate del 2001 quel tal traduttore ha fatto uno stage da qualche parte.

E così, ahimè, il facile (tradurre) diventa col tempo difficile (fare marketing efficace dei propri servizi); ma quando si sfidano i propri limiti, il difficile diviene routinariamente facile - e divertente.

22/01/10

Il pensiero barbaro: Luigi Muzii

Il mio primo incontro "virtuale" con Luigi Muzii risale a ben oltre dieci anni fa, quando comprai e lessi avidamente il suo La redazione dei documenti tecnici, uno dei primissimi – e tutt'ora pochi – volumi in italiano dedicati alla redazione tecnica.

Poi lessi altro di lui, fino all'incontro avvenuto di persona a Bologna, all'ultimo congresso AITI: ho conosciuto un conversatore brillante e nello stesso tempo scettico, che si interroga sul senso del proprio lavoro e dell'industria in cui è immerso.

Alcuni giorni fa gli ho chiesto se voleva rispondere a qualche domanda. "A tuo rischio e pericolo...", è stata la risposta: col sorriso e in pieno stile muziano. Pensate, fatte e mandate. Ecco qui il primo guest blogger di Brainfood.

17/01/10

Se io fossi giovane...

Lunedì 25 gennaio alle 10 Renato Beninatto parlerà alla LUSPIO - via Cristoforo Colombo 200 a Roma, aula 6, secondo piano - sul tema "Nuove figure professionali e prospettive per nuove opportunità di lavoro".

Non mi serve sapere qualcosa nello specifico di questa conferenza, che è gratuita e aperta a tutti, per dire che è un'occasione splendida per chiunque voglia capire di più del mondo del lavoro di oggi e di domani.

Qualunque traduttore (almeno) che non abbia le idee chiare al 100% sulla sua professione e che si trovi nel raggio di 200 km (almeno) dovrebbe secondo me prendere in considerazione l'idea di partecipare.

Occhio alle controindicazioni! Può provocare irritazione, perché è tenuta da un provocatore - della specie migliore che io conosca - per natura. Ma può anche rivelarsi un incontro che cambierà in meglio il futuro di molte persone, perché Renato ha la rara dote di pensare fuori dagli schemi.

05/01/10

Economia della felicità


Mi sono imbattuto in questo volume per caso, nel corso delle ricerche per il mio libro sulla filosofia spicciola (18.635 parole al momento; dei contenuti non so giudicare), e ho iniziato a sfogliarlo in maniera distratta, da lettore vorace e consumato e abituato a troppi libri inutili. (Saccente, in una parola.)

Poi però arrivo a pagina 78 e trovo una frase, sui motivi per i quali in economia si parla troppo poco di felicità, che vorrei avere scritto io:

Quasi che la felicità fosse considerata un punto d’arrivo talmente alto e indefinibile da dover restare fuori dal dibattito.

Allora mi appassiono. Mi faccio attento e guardingo, trovo altri concetti che attirano la mia attenzione. Mi incuriosisco. Naturalmente arrivo al sito di Luca De Biase, che è un punto di partenza per altre riflessioni.

Adesso c’è molta carne al fuoco e, per ora, di più non so dire. Però bravo Luca, non ti conosco ma il tuo lavoro è ottimo.