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Tesi e Testi
un mondo di parole Tesi e Testi
Tesi e Testi

23/03/10

Dizionario delle Combinazioni Lessicali


Quella dei dizionari è una malattia che ho contratto all’università, dopo aver capito (tardi, ovviamente) che la letteratura era ciò che veramente volevo studiare e conoscere. Ricordo che il dizionario di italiano che più amavo era il Garzanti: avevo anche iniziato a tenere un elenco di parole italiane che non vi comparivano. Poi, per mio conto, avevo compilato un dizionario di parolacce, sulla scia de La mala lingua di Augusta Forconi: molto divertente, ma è sempre rimasto nel cassetto.

Nella lingua italiana, insomma, mi sono rimescolato e mi sono conosciuto, per dirla con Ungaretti. (E tutto ciò soprattutto grazie ai grandi maestri che ho avuto la fortuna di avere allora, in primis Riccardo Massano – che mi ha insegnato davvero a scrivere – e Guido Davico Bonino – che ha tenuto per platee di studenti/spettatori lezioni che erano sostanzialmente degli show. Pavese, poi, ha completato il tutto.)

Per caso mi sono imbattuto qualche settimana fa in questo Dizionario delle Combinazioni Lessicali. Poiché sono orgoglioso del mio scrivere (forse l’unica attività in cui davvero non temo confronti), è uno strumento che mi ha subito incuriosito.

Acquistatolo e sfogliatolo, ho poi conosciuto l’autore; e gli ho fatto qualche domanda per capire più a fondo la natura di quest’opera. Ecco qui le sue riflessioni.

10/03/10

Gli errori, gran maestri

Ovvero: buona parte di quello che so del mio mestiere non l’ho imparato a scuola

Danielle LaPorte non ha certo bisogno di presentazioni. Mi ha colpito un suo recente post, un elenco di errori che sarebbero da evitare ma che, se commessi, sono una manna perché insegnano molto sul proprio lavoro e soprattutto su di sé.

Mi sono ritrovato in molti di essi, e in particolare nel numero 3 (Got a workspace too soon), perché in quelle righe mi è sembrato di ripercorrere l’intera storia logistica di Tesi & testi.

Il mio primo ufficio era una stanza di 15 metri quadri circa e col bagno in cortile (era il 1995 – nel 1940 non ero ancora nato): lì comunque ho posto le basi per il futuro, ho avuto intuizioni che mi piace definire brillanti e ho provato emozioni intense riguardo alla mia creaturina di allora. (Come ad esempio la gioia di possedere un vero fax.)

Poi nel 1997 capii – meglio, credetti di capire – che un imprenditore deve avere tra le altre cose molto spazio per la sua azienda e un ufficio angolare per sé. La nuova sede era elegante, spaziosissima, molto bella da vedersi e confortevole come ufficio: ma di fatto ho passato anni interi a lavorare per pagarla.

Quando ci siamo spostati le cose sono migliorate, ma sono andate veramente a posto solo 14 anni dopo (sono lento a prendere il ritmo in tutto quello che faccio, è uno dei miei 800 difetti), quando il cerchio si è chiuso e sono ritornato nell’appartamento che fu della madre superiora. Spazi piccoli, vita di provincia, soddisfazioni enormi; e la bottom line non può che beneficiarne.

Gli errori, una manna dal cielo. Grazie Danielle.

02/03/10

Cagliari, formazione per traduttori

Andrea Tuveri è prima di tutto un amico carissimo, ma poi è un traduttore brillante ed esperto. Giovedì 11 marzo dalle ore 9 alle 13 prenderà parte, presso l’Aula Magna dell’Università di Cagliari, ad una tavola rotonda dal titolo Tradurre per l'Europa unita. La pratica del multilinguismo nelle istituzioni europee, che fa parte di un ciclo di incontri dedicato alla traduzione e all’interpretazione. Parlerà della sua esperienza di traduttore, e darà suggerimenti pratici per chi si affaccia a questa intricata professione.

Un fatto positivo si trova nella presentazione degli incontri:

Gli incontri si rivolgono a tutti gli studenti a prescindere dalla combinazione delle lingue di studio e sono stati concepiti con un taglio più seminariale/pratico che accademico/teorico.


Noto con piacere – finalmente! – che in ambito accademico si inizia a parlare meno di teoria della traduzione e più di pratica, di marketing e quant’altro: e Andrea è certamente preparato a dare il suo contributo.